Sicurezza scuole: come fare le prove di evacuazione

Una riflessione di Tommaso Barone, esperto di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro con particolare specializzazione nella sicurezza delle scuole, sull’importanza del Piano di Evacuazione della Scuola.

 

articolo di Tommaso Barone

 

“Una vigile e provvida paura è la madre della sicurezza” – soleva affermare Edmund Burcke, uomo politico e filosofo irlandese del 1700. Specie dopo i reiterati terremoti in Italia Centrale, chi come me esercita la professione di consulente ed esperto sulla sicurezza nel lavoro, non può limitarsi a predicare bene. Deve far sì che la naturale paura diventi provvida e si faccia motore di comportamenti e precauzioni efficaci ad arginare il rischio e ad evitare o eliminare il danno.

 

Le scuole e le chiese raccolgono rispettivamente tantissime anime innocenti e tante anime moralmente resistenti. I sopralluoghi prima di tutto dovranno servire a fare un urgente censimento delle strutture sicure e di quelle da mettere in sicurezza.

 

Trattando in particolare della sicurezza nelle scuole, vorrei sottolineare che se è vero che esistono le norme e le regole generali per proteggersi dal rischio causato dalle calamità naturali, è ancora più importante sapere che se tali calamità dovessero verificarsi mentre si è a scuola, le regole da seguire pedissequamente sono quelle contenute nel Piano di Evacuazione della Scuola.


Piano di Evacuazione della Scuola: i contenuti

 

Quest’ultimo è uno strumento operativo, consistente in un sintetico fascicolo presente in ogni aula e illustrato dagli insegnanti all’inizio di ogni anno scolastico, che consente di programmare le modalità comportamentali da seguire per effettuare un’uscita sicura e ordinata dalla scuola in caso di calamità.

 

Nel Piano di Evacuazione sono indicati i percorsi da seguire, gli incarichi di ognuno, il punto di raccolta e la massima sicurezza per tutti.

 

Per essere più concreti e precisi, in una situazione di emergenza, causata da incendio o terremoto o altro, scatta l’allarme. Un campanello suona in modo intervallato.


Piano di Evacuazione della Scuola: i ruoli

 

Al segnale dell’insegnante, gli alunni dovranno lasciare tutto, abbandonare il proprio banco, disporsi in fila, come stabilito nelle prove, chi con il compito di aprifila e chi con quello di serrafila o di aiutante, seguire la segnaletica e le vie di fuga, senza correre, urlare o spingere.

 

L’alunno aprifila ha il compito di guidare i compagni verso l’uscita di sicurezza, seguendo le vie di fuga.

L’alunno serrafila o chiudifila ha l’incarico di controllare che l’evacuazione si svolga in modo corretto e che tutti gli alunni abbiano lasciato l’aula.

L’alunno aiutante ha l’incombenza di aiutare gli alunni portatori di disabilità o quelli sconvolti dal panico.

 

Punto di raccolta e prove di evacuazione

 

In tal modo gli alunni, tutti insieme, raggiungono il punto sicuro di raccolta, dove si fermano a controllare e segnalare gli alunni presenti, quelli feriti e quelli dispersi.

 

Il Piano di Evacuazione viene illustrato dagli insegnanti all’inizio di ogni anno scolastico, con la relativa assegnazione degli incarichi. È di fondamentale importanza eseguire frequentemente le simulazioni o prove di evacuazione. Esse consentono di contribuire, nell’eventualità della calamità, a raggiungere il risultato più utile con il massimo della efficacia.

 

D’altronde, vivere è allenarsi.

Allenandoci, ci prepariamo ad affrontare tutto quello da cui siamo attesi. A quel punto, la vita e la morte perdono ogni significato: esistono solo le prove che accogliamo con gioia e superiamo con serenità. Non c’è cosa che non venga resa più semplice attraverso la costanza e la familiarità dell’allenamento. Attraverso l’allenamento noi possiamo cambiare e trasformare noi stessi.

Il dizionario è l’unico posto al mondo dove successo viene prima di sudore, e dove sicurezza viene prima di simulazione.