Affrontare la disortografia richiede un approccio mirato e costante, soprattutto quando si tratta di trovare esercizi efficaci per aiutare chi convive con questo disturbo dell’apprendimento. La disortografia si manifesta come una difficoltà nell’applicazione delle regole ortografiche, nonostante la persona conosca perfettamente tali regole. Non si tratta di scarso impegno o intelligenza ridotta, ma di un disturbo specifico che rientra nei DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento). Se ti stai chiedendo quali siano gli esercizi più adatti per migliorare le capacità ortografiche o se sei un insegnante o genitore alla ricerca di strategie concrete, sei nel posto giusto. In questo articolo esploreremo cosa sia realmente la disortografia, come riconoscerla e, soprattutto, quali esercizi possono aiutare a gestirla efficacemente. Scopriremo insieme strumenti pratici e attività mirate che possono fare la differenza nel percorso di apprendimento di bambini e ragazzi.
Comprendere la disortografia: significato e manifestazioni
La disortografia rappresenta un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta come una difficoltà persistente nell’applicazione delle regole ortografiche durante la scrittura. Chi ne è affetto comprende perfettamente le regole grammaticali e ortografiche, ma non riesce ad applicarle in modo automatico e fluido. Questo disturbo non è legato a un deficit intellettivo o a una scarsa preparazione scolastica, ma a una diversa organizzazione neurofunzionale.
Le manifestazioni della disortografia emergono generalmente nei primi anni della scuola primaria, quando il bambino inizia ad apprendere formalmente le regole di scrittura. Il bambino con disortografia deve impiegare uno sforzo cognitivo notevole per compiti che per altri risultano automatici: ogni volta che scrive deve pensare consapevolmente alla sequenza corretta delle lettere, con conseguente affaticamento e maggiore probabilità di errore.
A differenza di quanto si possa pensare, la disortografia non è una condizione transitoria, ma tende a persistere nel tempo, pur potendo migliorare significativamente con interventi mirati. Essendo un disturbo funzionale e non strutturale, non dipende dalla volontà del bambino né dalla qualità dell’insegnamento ricevuto, ma richiede strategie specifiche per essere affrontata adeguatamente.
Come riconoscere la disortografia: esempi e segnali caratteristici
Riconoscere la disortografia in tempo può fare una grande differenza nel percorso educativo di un bambino. Questo disturbo si manifesta attraverso una serie di errori ricorrenti nella scrittura che vanno ben oltre la normale fase di apprendimento. Ma quali sono questi segnali caratteristici?
Gli errori tipici della disortografia comprendono diverse categorie di difficoltà ortografiche. Tra i più comuni troviamo:
- Omissione di lettere: il bambino scrive “seda” invece di “sedia” o “rota” al posto di “ruota”
- Scambio di lettere con suoni simili: confusione tra S/Z, F/V, B/P (ad esempio “sensa” invece di “senza”)
- Inversione di sillabe: scrivere “munero” anziché “numero”
- Difficoltà con le doppie: omissione o aggiunta impropria di consonanti doppie
- Confusione nell’uso dell’apostrofo: scrivere “l’ago” al posto di “lago” o viceversa
È importante sottolineare che la disortografia non si limita solo agli errori ortografici, ma può includere anche difficoltà nell’organizzazione sintattica delle frasi e nella chiarezza espositiva. Un bambino con disortografia potrebbe avere una produzione scritta frammentaria, con periodi mal strutturati nonostante una buona capacità di espressione orale.
Se noti che questi errori persistono nonostante l’esercizio e l’insegnamento adeguato, potrebbe essere opportuno consultare uno specialista per una valutazione approfondita e un eventuale percorso diagnostico.
Esercizi pratici per bambini con disortografia
Affrontare la disortografia richiede un approccio mirato e ludico, che permetta al bambino di rafforzare le proprie competenze ortografiche senza percepire l’attività come un peso. Gli esercizi più efficaci sono quelli che trasformano l’apprendimento in un’esperienza piacevole, stimolando al contempo le aree cognitive coinvolte nella scrittura corretta.
Un ottimo esercizio è “il gioco del bastimento”, dove il bambino deve trovare parole che iniziano con un determinato suono. Questo aiuta a sviluppare la consapevolezza fonologica, fondamentale per la corretta scrittura. Allo stesso modo, il classico gioco “nomi, cose e città” stimola la ricerca lessicale e il riconoscimento dei suoni iniziali.
Particolarmente utile è l’attività di “caccia all’errore”: prepara frasi con errori ortografici intenzionali e chiedi al bambino di individuarli e correggerli. Questo esercizio aiuta a sviluppare la capacità di autocorrezione e aumenta la consapevolezza delle regole ortografiche.
Per lavorare specificamente sulle difficoltà con le doppie, puoi proporre esercizi di discriminazione uditiva: pronuncia parole con e senza doppie (come “palla/pala”) chiedendo al bambino di battere le mani quando sente il suono rafforzato.
Ricorda che questi esercizi devono essere calibrati sull’età e sul livello di difficoltà del bambino. È fondamentale mantenere un’atmosfera positiva e incoraggiante, evitando di trasformare queste attività in fonte di frustrazione. La costanza è più importante dell’intensità: sessioni brevi ma regolari porteranno risultati migliori rispetto a lunghe sessioni sporadiche.
Strumenti compensativi e interventi efficaci
Quando gli esercizi di potenziamento non bastano a superare completamente le difficoltà legate alla disortografia, diventa fondamentale introdurre strumenti compensativi che permettano al bambino o al ragazzo di esprimersi correttamente nonostante il disturbo. Questi strumenti non sono scorciatoie, ma veri e propri ausili che consentono di aggirare l’ostacolo, permettendo di concentrarsi sul contenuto piuttosto che sulla forma.
I software di videoscrittura con correttore ortografico rappresentano uno degli strumenti più utili. Questi programmi evidenziano le parole scritte in modo errato e suggeriscono la correzione appropriata, aiutando il bambino a riconoscere e memorizzare progressivamente la forma corretta delle parole. Parallelamente, i sintetizzatori vocali possono leggere ad alta voce il testo scritto, permettendo di individuare più facilmente gli errori attraverso l’ascolto.
Per studenti più grandi, i dizionari digitali offrono un supporto prezioso per verificare rapidamente l’ortografia corretta delle parole e comprenderne il significato esatto nel contesto. Anche le mappe concettuali digitali possono rivelarsi efficaci, permettendo di organizzare le idee prima di procedere alla stesura del testo.
È importante sottolineare che l’introduzione di questi strumenti dovrebbe avvenire in modo graduale e personalizzato, tenendo conto delle specifiche esigenze dell’individuo. L’obiettivo non è sostituire completamente le capacità di scrittura autonoma, ma fornire un supporto che permetta di esprimere al meglio le proprie conoscenze e competenze, salvaguardando l’autostima e la motivazione all’apprendimento.
Superare la disortografia: strategie a lungo termine
Affrontare la disortografia richiede un approccio sistematico e paziente che si estende ben oltre i primi interventi. Una strategia efficace a lungo termine deve necessariamente combinare diversi elementi per garantire progressi duraturi e significativi.
La collaborazione tra famiglia, scuola e specialisti rappresenta il fondamento di qualsiasi percorso di successo. È essenziale che tutti gli attori coinvolti condividano informazioni, strategie e obiettivi, creando un ambiente coerente e supportivo. Gli insegnanti devono essere adeguatamente formati per riconoscere e gestire la disortografia, adattando le metodologie didattiche alle esigenze specifiche dello studente.
Sul piano psicologico, è fondamentale lavorare sull’autostima del bambino o del ragazzo. La disortografia può generare frustrazione e un senso di inadeguatezza che rischia di compromettere la motivazione all’apprendimento. Valorizzare i progressi, anche minimi, e separare la valutazione delle competenze ortografiche da quella dei contenuti può fare una grande differenza nel mantenere vivo l’interesse per lo studio.
Con il passare degli anni, l’obiettivo dovrebbe gradualmente spostarsi dall’eliminazione completa degli errori ortografici all’acquisizione di strategie compensative efficaci. Insegnare al ragazzo a rileggere criticamente i propri testi, a utilizzare consapevolmente gli strumenti compensativi e a sviluppare metodi personali per aggirare le difficoltà lo renderà progressivamente autonomo.
Ricorda che la disortografia non scompare completamente, ma con il giusto supporto e le strategie appropriate, può essere gestita efficacemente, permettendo alla persona di esprimere pienamente il proprio potenziale in ambito scolastico e, successivamente, professionale.
Affrontare la disortografia con la giusta preparazione professionale
Gli esercizi per la disortografia rappresentano un supporto fondamentale nel percorso di chi vive questo disturbo dell’apprendimento. Non si tratta soltanto di ripetere regole ortografiche, ma di sviluppare un approccio personalizzato che integri attività mirate, strumenti compensativi e un adeguato sostegno psicologico.
La differenza la fa la preparazione professionale: costanza, competenze aggiornate e interventi mirati consentono di creare un ambiente sereno e collaborativo, capace di valorizzare le potenzialità di ogni studente.
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