Se desideri esercitare la professione forense, è fondamentale conoscere nei dettagli il percorso che porta all’esame di abilitazione e all’iscrizione all’Albo degli Avvocati. Comprendere i requisiti, la struttura delle prove e le modalità di accesso ti consente di prepararti con maggiore consapevolezza e organizzare in modo efficace ogni fase della tua crescita professionale.
Prima di sostenere l’esame, dovrai completare un percorso universitario specifico e acquisire esperienza sul campo attraverso la pratica forense. Ogni fase del processo ha requisiti precisi che devi rispettare per poter accedere alle prove di abilitazione. In questo articolo scoprirai tutto ciò che ti serve sapere sui requisiti necessari, sulle modalità d’esame e su come prepararti efficacemente per raggiungere il tuo obiettivo professionale.
Cosa devi sapere sull’esame di abilitazione forense
L’esame di abilitazione forense rappresenta il traguardo finale del tuo percorso per diventare avvocato. Si tratta di una prova che valuta non solo le tue conoscenze teoriche del diritto, ma anche la tua capacità di applicarle concretamente nella pratica professionale quotidiana.
Superare questo esame ti consente di iscriverti all’Albo degli avvocati e di esercitare la professione in piena autonomia. Ma cosa ti aspetta esattamente? L’esame si articola in una prova scritta e in una prova orale, entrambe progettate per verificare la tua preparazione a 360 gradi.
La prova scritta ti richiede di redigere un atto giudiziario che dimostri la tua padronanza del diritto sostanziale e processuale. Potrai scegliere tra diverse materie giuridiche, selezionando quella in cui ti senti più preparato. La prova orale, invece, si sviluppa in tre fasi distinte, ciascuna con obiettivi specifici per valutare le tue competenze argomentative e la tua conoscenza dell’ordinamento forense.
Un aspetto importante da considerare è la durata delle prove e i materiali che puoi utilizzare. Durante lo scritto hai a disposizione diverse ore per completare l’atto e puoi consultare codici non commentati. Questo significa che devi conoscere perfettamente dove trovare le norme e saperle applicare rapidamente al caso concreto che ti viene proposto.
I requisiti fondamentali per accedere all’esame
Prima di poter sostenere l’esame per diventare avvocato, devi soddisfare alcuni requisiti imprescindibili. Il primo è il possesso della laurea magistrale in giurisprudenza, un percorso quinquennale che ti fornisce le basi teoriche indispensabili per comprendere e interpretare il diritto nelle sue diverse sfaccettature.
Ma la laurea da sola non basta. Dopo aver conseguito il titolo, devi completare un periodo di pratica forense della durata di diciotto mesi. Durante questo tirocinio, lavorerai a fianco di un avvocato iscritto all’albo da almeno cinque anni, che ti guiderà nell’apprendimento pratico della professione. Questa esperienza è fondamentale perché ti permette di confrontarti con la realtà quotidiana dello studio legale: assisterai a udienze, redigerai atti processuali e imparerai a gestire i rapporti con i clienti.
Esistono percorsi alternativi per completare la pratica? Sì, puoi svolgere il tirocinio presso un ufficio giudiziario oppure iscriverti a una scuola di specializzazione per le professioni legali. Quest’ultima opzione ha una durata biennale e prevede un esame finale, ma ti consente di ridurre il periodo di pratica forense a un solo anno.
Al termine della pratica, dovrai ottenere il certificato di compiuta pratica rilasciato dall’ordine degli avvocati. Questo documento attesta ufficialmente che hai completato il tirocinio con successo. Infine, dovrai presentare la domanda di ammissione all’esame attraverso il portale telematico del Ministero della Giustizia, rispettando le scadenze previste.
Le prove dell’esame per diventare avvocato: struttura e contenuti
Entriamo nel vivo dell’esame e vediamo come si strutturano le prove che dovrai affrontare. La prova scritta consiste nella redazione di un atto giudiziario in una materia a tua scelta tra diritto civile, penale e amministrativo. Hai diverse ore a disposizione per completare l’elaborato, durante le quali puoi consultare esclusivamente codici non commentati.
I quesiti sono formulati dal Ministero della Giustizia e presentano casi pratici che potrebbero capitarti realmente nella professione. Devi dimostrare non solo di conoscere le norme, ma anche di saperle applicare in modo corretto e strategico. La capacità di argomentare, la coerenza logica e la precisione tecnica sono elementi fondamentali che i commissari valuteranno attentamente.
La prova orale si articola in tre momenti distinti. Nella prima fase, ti viene sottoposta una questione pratico-applicativa sotto forma di caso da risolvere, sempre in una materia a tua scelta tra civile, penale e amministrativo. Qui devi mostrare le tue capacità di analisi e problem solving giuridico.
La seconda fase prevede la discussione di brevi questioni su tre materie diverse, di cui una necessariamente di diritto processuale. Anche in questo caso, sei tu a scegliere le materie su cui essere esaminato. L’obiettivo è valutare le tue capacità argomentative e la profondità della tua preparazione giuridica.
Infine, la terza fase è dedicata alla verifica della tua conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato. Questa parte è cruciale perché ti introduce alla deontologia professionale, un aspetto fondamentale per chi vuole esercitare con etica e responsabilità.
Come viene valutato il tuo esame di abilitazione
Comprendere il sistema di valutazione ti aiuta a capire cosa ti aspetta e quali sono gli standard richiesti per superare l’esame. Per la prova scritta, ogni componente della sottocommissione assegna un punteggio fino a dieci punti. Per accedere alla prova orale, devi raggiungere almeno diciotto punti complessivi. Questo significa che il tuo atto deve essere non solo corretto dal punto di vista giuridico, ma anche ben strutturato e argomentato.
Cosa valutano i commissari nello scritto? La conoscenza delle norme, la capacità di individuare le questioni giuridiche rilevanti, la coerenza dell’argomentazione, la proprietà di linguaggio tecnico e la correttezza formale dell’atto. Un errore comune è concentrarsi solo sul contenuto giuridico, trascurando la forma: ricorda che stai redigendo un documento professionale che deve rispettare precise convenzioni.
Per quanto riguarda la prova orale, il meccanismo è simile. Ogni componente della sottocommissione assegna fino a dieci punti per ciascuna delle tre parti dell’esame. Per ottenere l’abilitazione, devi raggiungere un punteggio complessivo non inferiore a 105 punti e conseguire almeno diciotto punti in ciascuna materia esaminata.
Questo sistema di valutazione rigoroso garantisce che solo i candidati realmente preparati possano accedere alla professione. Non basta essere bravi in una sola area del diritto: devi dimostrare una preparazione completa e trasversale, unita a solide capacità argomentative e a una profonda conoscenza della deontologia forense.
La tua crescita non si ferma all’abilitazione: formazione continua obbligatoria per avvocati
Una volta superato l’esame e ottenuta l’iscrizione all’Albo, la formazione non si interrompe: gli avvocati sono tenuti a rispettare l’obbligo di formazione continua, fondamentale per mantenere aggiornata la propria preparazione giuridica e deontologica.
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