Il rischio aziendale non è uguale per tutti. Ogni impresa, in base all’attività che svolge, appartiene a una categoria di rischio specifica: basso, medio o alto. Questa classificazione non è una semplice etichetta burocratica, ma determina direttamente gli obblighi formativi in materia di sicurezza sul lavoro che datori di lavoro e lavoratori devono rispettare per legge.
Se sei un lavoratore, un datore di lavoro o stai cercando di capire quali corsi di formazione sicurezza sono obbligatori per la tua azienda, questo articolo fa al caso tuo. Capire a quale livello di rischio appartiene la tua attività è il primo passo per essere in regola con il D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, e per proteggere davvero le persone che lavorano ogni giorno con te.
Come viene classificato il rischio aziendale in Italia
In Italia, ogni azienda viene classificata in base al proprio codice ATECO, il codice alfanumerico assegnato dalla Camera di Commercio al momento dell’apertura dell’impresa e che identifica il settore di attività economica. Questo codice non serve solo a fini statistici o fiscali: è il punto di partenza per determinare il livello di rischio aziendale e, di conseguenza, gli obblighi in materia di formazione sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/08.
È l’INAIL, l’ente nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro, a definire le tre macro-categorie di rischio: basso, medio e alto. La suddivisione avviene sulla base delle statistiche infortunistiche raccolte nel tempo, settore per settore. Non si tratta di una valutazione soggettiva, ma di un sistema oggettivo e codificato che tiene conto della reale pericolosità delle attività svolte.
Perché questa classificazione è così importante? Perché da essa dipende direttamente la durata dei corsi obbligatori. Un esempio concreto: il corso per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) nella figura del datore di lavoro dura 16 ore per le aziende a rischio basso, 32 ore per quelle a rischio medio e 48 ore per quelle a rischio alto. Una differenza significativa che incide sulla pianificazione formativa di ogni impresa.
Rischio basso: chi rientra in questa categoria e cosa prevede la formazione sicurezza
Le aziende classificate a rischio basso operano in ambienti relativamente sicuri, dove i pericoli per la salute e la sicurezza dei lavoratori sono limitati e gestibili con misure di base. Non significa che il rischio sia assente, ma che la sua entità è contenuta rispetto ad altri settori.
Rientrano in questa categoria attività come:
- studi professionali, agenzie assicurative e immobiliari
- aziende informatiche e del settore digitale
- commercio al dettaglio e ambulanti
- associazioni culturali, sportive e ricreative
- organizzazioni extraterritoriali e turismo
Per queste realtà, la formazione sicurezza si concentra su aspetti come la corretta ergonomia delle postazioni di lavoro, la prevenzione di scivolamenti e cadute, e la gestione delle emergenze di base. I percorsi formativi sono meno intensivi in termini di ore, ma restano obbligatori e non possono essere trascurati. Anche in un ufficio o in un negozio, un lavoratore non formato rappresenta un rischio per sé e per gli altri.
Rischio medio: settori coinvolti e obblighi formativi
Il livello di rischio medio riguarda quei settori in cui i lavoratori sono esposti a pericoli più concreti: macchinari in movimento, sostanze potenzialmente nocive, attività fisicamente impegnative o ambienti con variabili difficili da controllare completamente.
Appartengono a questa categoria settori come l’agricoltura, la pesca, i trasporti, il magazzinaggio, l’istruzione, la pubblica amministrazione e l’assistenza sociale non residenziale. Un esempio pratico è quello di un’officina meccanica: i lavoratori sono a contatto quotidiano con attrezzature pesanti, oli lubrificanti e rischi di schiacciamento o taglio.
In questi contesti, la formazione sicurezza deve essere più specifica e approfondita. Non basta una formazione generica: è necessario formare i lavoratori sull’uso corretto dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), sulla manutenzione delle attrezzature e sulla gestione dei rischi specifici del settore. Il corso RSPP per il datore di lavoro sale a 32 ore, e anche la formazione dei lavoratori prevede moduli dedicati al rischio specifico dell’attività svolta.
Rischio alto: quando la formazione sicurezza diventa ancora più critica
Le aziende classificate a rischio alto operano in settori dove le conseguenze di un incidente possono essere gravi, talvolta irreversibili. Parliamo di contesti in cui l’esposizione a sostanze tossiche, la gestione di macchinari pesanti o le condizioni ambientali estreme rendono la sicurezza una priorità assoluta, non negoziabile.
Rientrano in questa categoria il settore edile, la lavorazione dei metalli, l’industria chimica, le raffinerie, la gestione dei rifiuti, la sanità, i servizi residenziali, il manifatturiero e il settore dello spettacolo con grandi eventi. Pensa a un cantiere edile: ogni giorno i lavoratori affrontano rischi legati alle altezze, ai crolli, all’uso di macchinari da costruzione e alla presenza di materiali pericolosi.
In questi ambienti, la formazione sicurezza deve essere articolata, continuativa e altamente specifica. Il corso RSPP per il datore di lavoro raggiunge le 48 ore, e l’intera struttura formativa aziendale deve essere progettata con cura, includendo aggiornamenti periodici e simulazioni pratiche. Sottovalutare la formazione in questi settori non è solo una violazione normativa: è un rischio concreto per la vita delle persone.
Come scoprire il livello di rischio della tua azienda
Determinare il livello di rischio aziendale della propria impresa è più semplice di quanto si pensi, a patto di sapere dove guardare. Il punto di partenza è sempre il codice ATECO della tua azienda, che puoi trovare nella visura camerale o nel certificato di attribuzione della partita IVA.
Una volta individuato il codice, è sufficiente consultare le tabelle ufficiali pubblicate nell’Allegato II dell’Accordo Stato-Regioni, che associano ogni codice ATECO a una specifica categoria di rischio. Ad esempio, il codice relativo alla coltivazione di semi oleosi rientra nel rischio medio, mentre quello degli organismi extraterritoriali è classificato come basso.
Se hai dubbi o la tua attività è articolata e comprende più codici ATECO, il consiglio è di affidarti a un professionista della sicurezza o a un ente di formazione qualificato. Icotea, istituto formativo universitario con anni di esperienza nel settore, può aiutarti a individuare il percorso di formazione sicurezza più adatto alla tua realtà aziendale. Non aspettare che sia un controllo ispettivo a farti scoprire di non essere in regola: agisci prima, con consapevolezza.
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Formazione sicurezza e rischio aziendale: il passo che fa la differenza
Conoscere il livello di rischio della propria azienda non è un dettaglio tecnico riservato agli esperti: è una responsabilità concreta che riguarda chiunque lavori o gestisca un’impresa. Che tu sia un datore di lavoro che vuole essere in regola, un lavoratore che desidera capire i propri diritti o uno studente che si affaccia al mondo della sicurezza sul lavoro, la formazione sicurezza è il punto di partenza da cui non si può prescindere.
Affidarsi a un ente serio e riconosciuto fa tutta la differenza. Icotea offre una gamma completa di corsi sulla sicurezza nella pagina dedicata per trovare quello più adatto al proprio ruolo e settore.
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