La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento che influenza la capacità di un bambino di leggere, comprendere e decodificare testi scritti. Quando ti trovi di fronte a un bambino dislessico, potresti sentirti disorientato e preoccupato su come aiutarlo efficacemente nel suo percorso di apprendimento. La buona notizia è che esistono numerose strategie che possono fare la differenza. La dislessia non è una malattia, ma una neurodiversità che richiede approcci didattici specifici e personalizzati. In questo articolo, esploreremo come supportare concretamente un bambino dislessico nello studio, fornendoti strumenti pratici e metodologie efficaci. Scoprirai come creare un ambiente di apprendimento adeguato, pianificare lo studio in modo strategico e utilizzare tecniche che valorizzino i punti di forza del bambino, trasformando le sfide in opportunità di crescita.
Comprendere la dislessia: caratteristiche e manifestazioni nei bambini
La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta principalmente nella difficoltà di decodificare correttamente un testo scritto. Un bambino dislessico non ha problemi di intelligenza – anzi, spesso ha capacità cognitive nella media o superiori – ma elabora le informazioni in modo diverso rispetto ai coetanei.
Quando osservi un bambino con dislessia durante la lettura, potresti notare alcuni segnali caratteristici: lettura lenta e faticosa, errori frequenti come inversioni di lettere (ad esempio “palla” letta come “pala”), difficoltà a mantenere il segno sul testo e problemi nella comprensione di quanto letto. La neurodiversità che caratterizza la dislessia comporta una diversa elaborazione delle informazioni a livello cerebrale, influenzando non solo la lettura ma talvolta anche altri aspetti come l’organizzazione, la memoria a breve termine e la gestione del tempo.
È importante sottolineare che la dislessia non è visibile dall’esterno e non dipende da carenze educative o scarso impegno. Ogni bambino dislessico presenta caratteristiche uniche: alcuni possono avere difficoltà più marcate nella lettura, altri nella comprensione del testo, altri ancora possono manifestare disturbi associati come disgrafia (difficoltà nella scrittura) o discalculia (difficoltà con i numeri e i calcoli).
Riconoscere precocemente i segnali della dislessia è fondamentale per intervenire tempestivamente. Una diagnosi professionale, effettuata da neuropsichiatri infantili o psicologi specializzati, permette di identificare con precisione le specifiche difficoltà del bambino e avviare percorsi didattici personalizzati che ne valorizzino le potenzialità.
Strategie pratiche per supportare lo studio di un bambino dislessico
Aiutare un bambino dislessico nello studio richiede un approccio strutturato e personalizzato. Ecco sei strategie pratiche che possono fare la differenza nel suo percorso di apprendimento:
Creare un ambiente di studio ottimale
L’ambiente in cui il bambino dislessico studia gioca un ruolo cruciale. Organizza uno spazio tranquillo, ben illuminato e privo di distrazioni. Spegni televisione e dispositivi elettronici non necessari allo studio. Posiziona la scrivania lontano da finestre rumorose o passaggi frequenti di persone. Un ambiente ordinato aiuta anche a ridurre il sovraccarico cognitivo: predisponi contenitori etichettati per i materiali scolastici, in modo che il bambino possa trovarli facilmente senza disperdere energie nella ricerca.
Pianificare lo studio in modo strategico
Coinvolgi il bambino nella pianificazione dello studio, creando insieme un calendario visivo delle attività. Suddividi i compiti in sessioni brevi (20-30 minuti) intervallate da pause attive di 5-10 minuti. Inizia dalle materie più impegnative quando la concentrazione è al massimo. Utilizza timer visivi che permettano al bambino di visualizzare il tempo che scorre, aiutandolo a gestirlo meglio.
Facilitare la lettura con tecniche specifiche
Per rendere la lettura più accessibile, puoi utilizzare guide di lettura (un semplice righello o cartoncino) che isolino la riga da leggere, riducendo il sovraccarico visivo. Scegli testi con font specifici per dislessici (come OpenDyslexic) o imposta caratteri sans-serif con spaziatura aumentata. Alterna la lettura autonoma con quella condivisa: leggere insieme, o utilizzare la tecnica della lettura a eco (l’adulto legge e il bambino ripete), può rafforzare la comprensione e l’autoefficacia.
Stimolare la curiosità e l’interesse
Aggancia lo studio agli interessi del bambino: se ama gli animali, usa esempi di scienze naturali per spiegare concetti matematici; se è appassionato di sport, utilizza statistiche e risultati per esercitarsi con i numeri. Trasforma l’apprendimento in un’esperienza multisensoriale, combinando canali visivi, uditivi e cinestetici per facilitare la memorizzazione.
Sviluppare tecniche di concentrazione
Insegna al bambino tecniche di mindfulness adatte all’età, come esercizi di respirazione da praticare quando la concentrazione cala. Introduci la tecnica del pomodoro (25 minuti di studio intenso seguiti da 5 di pausa) adattandola alle sue capacità attentive. Crea rituali di inizio studio che segnalino al cervello che è il momento di concentrarsi.
Valorizzare i successi e costruire l’autostima
Celebra ogni piccolo progresso, anche quelli apparentemente insignificanti. Crea un “diario dei successi” dove annotare i miglioramenti quotidiani. Evita di focalizzarti sugli errori; piuttosto, usa un approccio costruttivo: “Hai letto correttamente 8 parole su 10, la prossima volta proviamo a migliorare ancora!”
Strumenti compensativi e tecnologie a supporto dell’apprendimento
Gli strumenti compensativi rappresentano un supporto fondamentale per l’autonomia del bambino dislessico, permettendogli di aggirare le difficoltà specifiche e valorizzare le proprie potenzialità. Non si tratta di “scorciatoie” o vantaggi ingiusti, ma di strumenti che livellano il campo di gioco, compensando le difficoltà causate dalla dislessia.
La tecnologia offre oggi soluzioni particolarmente efficaci. I software text-to-speech (sintesi vocale) trasformano il testo scritto in audio, permettendo al bambino di ascoltare anziché leggere. Applicazioni come Natural Reader, Balabolka o le funzioni integrate nei sistemi operativi moderni possono essere facilmente configurate con voci naturali e velocità regolabile. I registratori digitali consentono di riprendere le lezioni per riascoltarle con calma a casa, mentre i dizionari elettronici facilitano la ricerca rapida di termini sconosciuti.
Accanto agli strumenti digitali, esistono supporti più tradizionali ma ugualmente efficaci. Le schede didattiche specifiche per bambini dislessici combinano testo e immagini, sfruttando il canale visivo spesso molto sviluppato in questi bambini. Le tabelle riassuntive di formule, regole grammaticali o vocaboli rappresentano un valido aiuto per la memoria di lavoro.
Gli organizzatori grafici come mappe concettuali e mentali sono particolarmente preziosi per i bambini dislessici. Software come MindMeister, Coggle o XMind permettono di creare facilmente rappresentazioni visive delle connessioni tra concetti, trasformando testi lineari complessi in strutture radiali più facili da memorizzare. L’aggiunta di colori, icone e immagini potenzia ulteriormente l’efficacia di questi strumenti.
Anche la tecnica della ripetizione dilazionata merita attenzione: invece di concentrare lo studio di un argomento in un’unica sessione, è più efficace distribuirlo su più giorni, con ripetizioni programmate. Applicazioni come Anki o Quizlet automatizzano questo processo, creando schede digitali che vengono riproposte secondo algoritmi ottimizzati per la memorizzazione a lungo termine.
Il ruolo della famiglia e della scuola nel percorso educativo
Il successo nel percorso di apprendimento di un bambino dislessico dipende in gran parte dalla sinergia tra famiglia e scuola. Quando genitori e insegnanti collaborano attivamente, creano una rete di supporto che permette al bambino di esprimere al meglio le proprie potenzialità.
Come genitore, il tuo ruolo è fondamentale. Più che sostituirti al bambino nello svolgimento dei compiti, dovresti fungere da “allenatore”: guidare, incoraggiare, fornire strategie. È importante che tu conosca i diritti di tuo figlio: la legge 170/2010 riconosce la dislessia come disturbo specifico dell’apprendimento e garantisce agli studenti l’adozione di strumenti compensativi e misure dispensative. Informati sulle normative e mantieni un dialogo costante con la scuola, partecipando attivamente agli incontri per la definizione del Piano Didattico Personalizzato (PDP).
La comunicazione con gli insegnanti deve essere costruttiva e regolare. Condividi informazioni sulle strategie che funzionano a casa, ma resta anche aperto ai suggerimenti che provengono dalla scuola. Ricorda che gli insegnanti osservano tuo figlio in un contesto diverso e possono offrire prospettive complementari alle tue.
Dal canto loro, gli insegnanti hanno il compito di creare un ambiente inclusivo in classe, adattando la didattica alle esigenze specifiche dell’alunno dislessico. Questo significa non solo permettere l’uso degli strumenti compensativi, ma anche adottare metodologie didattiche che favoriscano diversi stili di apprendimento: lezioni multimediali, lavori di gruppo, approcci laboratoriali.
È importante che in classe si crei un clima di accettazione della neurodiversità. L’insegnante può promuovere attività che sensibilizzino tutti gli alunni sul tema delle differenze cognitive, presentandole come varietà naturali del funzionamento cerebrale, non come deficit. Questo contribuisce a prevenire episodi di bullismo e a costruire un ambiente in cui il bambino dislessico si senta accettato e valorizzato.
Valorizzare i talenti del bambino dislessico oltre le difficoltà
Focalizzarsi esclusivamente sulle difficoltà di un bambino dislessico significa perdere di vista il quadro completo. La dislessia comporta certamente sfide nell’apprendimento della lettura e della scrittura, ma spesso si accompagna a punti di forza notevoli in altri ambiti che meritano di essere riconosciuti e coltivati.
Molti bambini dislessici mostrano spiccate abilità nel pensiero visuo-spaziale. Possono eccellere in attività come la costruzione di modelli tridimensionali, il disegno tecnico o la navigazione spaziale. Albert Einstein, considerato dislessico, utilizzava proprio queste capacità per i suoi “esperimenti mentali” che rivoluzionarono la fisica. Incoraggia queste inclinazioni proponendo attività come la robotica, la programmazione visuale (come Scratch) o laboratori di arte e design.
Il pensiero creativo e la capacità di risolvere problemi in modo non convenzionale sono altri punti di forza frequenti. I bambini dislessici, abituati a cercare strategie alternative per superare le difficoltà quotidiane, sviluppano spesso un approccio innovativo ai problemi. Figure come Richard Branson o Steve Jobs hanno trasformato questa caratteristica in un vantaggio competitivo nel mondo imprenditoriale.
Anche le competenze narrative orali possono essere sorprendenti. Mentre la scrittura risulta faticosa, molti bambini dislessici sono narratori brillanti quando possono esprimersi verbalmente. Offri opportunità per sviluppare questa capacità attraverso il teatro, i podcast o semplicemente incoraggiando la narrazione di storie.
L’intelligenza emotiva è un’altra area in cui i bambini dislessici spesso eccellono. Avendo sperimentato sfide e frustrazioni, molti sviluppano una particolare sensibilità verso le emozioni proprie e altrui. Questa empatia può essere canalizzata in attività di peer tutoring o in progetti di volontariato, dove il bambino può sentirsi valorizzato per le sue qualità umane.
Ricorda sempre che la dislessia non definisce l’identità completa di tuo figlio o del tuo alunno. È solo un aspetto della sua neurodiversità, accanto a talenti e passioni che attendono di essere scoperti e coltivati. Aiutarlo a riconoscere e sviluppare questi punti di forza non è solo una strategia per costruire l’autostima, ma un investimento sul suo futuro benessere e sulla sua realizzazione personale.
Percorsi formativi per supportare un bambino dislessico
Accompagnare efficacemente un bambino dislessico nel suo percorso di apprendimento richiede competenze specifiche, che possono essere acquisite attraverso una formazione adeguata. Che tu sia un genitore, un insegnante o un educatore, investire nella tua preparazione rappresenta un passo fondamentale per offrire il supporto più efficace.
I corsi di formazione specializzati in psicopedagogia dei disturbi dell’apprendimento ti permettono di approfondire la conoscenza teorica della dislessia e delle sue manifestazioni, ma soprattutto di acquisire strumenti pratici per l’intervento quotidiano. Attraverso questi percorsi formativi, potrai imparare a riconoscere precocemente i segnali della dislessia, a strutturare attività didattiche inclusive e a utilizzare correttamente gli strumenti compensativi.
La formazione continua in questo ambito è particolarmente importante perché le ricerche sulle neuroscienze dell’apprendimento avanzano costantemente, portando a nuove comprensioni dei meccanismi cognitivi e a metodologie didattiche sempre più efficaci. Restare aggiornati significa poter offrire al bambino dislessico le strategie più innovative e scientificamente validate.
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Sostenere il bambino dislessico: un impegno che porta risultati
Accompagnare un bambino dislessico nel suo percorso di apprendimento richiede pazienza, strategie mirate e una buona dose di empatia. Come abbiamo visto, non si tratta solo di compensare le difficoltà, ma di valorizzare i talenti e costruire un’autostima solida. Ricorda che ogni bambino dislessico è unico: ciò che funziona per uno potrebbe non essere efficace per un altro. L’approccio più produttivo è quello personalizzato, basato sull’osservazione attenta e sulla collaborazione tra famiglia e scuola.
La dislessia non è un ostacolo insormontabile, ma una diversa modalità di apprendimento che, con il giusto supporto, può trasformarsi in un punto di forza.
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