La disprassia, conosciuta anche come disturbo della coordinazione motoria, può rappresentare una sfida significativa per molti studenti La disprassia, conosciuta anche come disturbo della coordinazione motoria, può rappresentare una sfida significativa per molti studenti nel contesto scolastico. Questo disturbo influisce sulla capacità di pianificare e coordinare i movimenti fisici, rendendo complesse attività quotidiane che per altri sono scontate.
In questo articolo, esploreremo cosa significa essere disprassico e come i docenti e i genitori possono attuare strategie efficaci per supportare gli alunni affetti da questo disturbo, migliorando così la loro esperienza educativa e quotidiana a scuola.
Che cos’è la disprassia?
La disprassia, spesso classificata tra i disturbi della coordinazione motoria, è un disturbo neurologico che influisce sulla pianificazione e l’esecuzione di sequenze di movimenti. Questa condizione è caratterizzata da una difficoltà significativa nel realizzare attività motorie organizzate, nonostante l’assenza di problemi muscolari o neurologici evidenti. Le persone disprassiche spesso mostrano prestazioni motorie che sono notevolmente inferiori rispetto a quelle attese per l’età e il livello di sviluppo intellettivo.
Essere disprassico implica più di una semplice goffaggine. Gli individui con disprassia possono avere problemi con le abilità motorie sia grossolane che fine, che includono tutto, dall’allacciarsi le scarpe al lancio di una palla. Inoltre, possono emergere difficoltà nel linguaggio, nella percezione e nel pensiero.
La disprassia è riconosciuta come parte dei Bisogni Educativi Speciali e può avere diverse gravità. Alcuni individui possono affrontare sfide lievi, mentre altri possono avere bisogno di supporto sostanziale per gestire le loro attività quotidiane. Questo disturbo può manifestarsi con diversi sintomi, tra cui:
- Ritardi nel raggiungimento delle tappe dello sviluppo motorio come sedersi o camminare;
- Difficoltà nel compiere azioni che richiedono la coordinazione di movimenti fini, come scrivere o tagliare con le forbici;
- Problemi con attività che necessitano di coordinazione oculo-manuale, come legare i lacci delle scarpe o colpire un pallone;
- Goffaggine generale e tendenza a inciampare o a cadere.
Sapere cos’è la disprassia e riconoscerla subito è cruciali per aiutare i bambini disprassici fin da subito a sviluppare le loro abilità motorie e a minimizzare l’impatto del disturbo sulle loro prestazioni scolastiche e sulla vita quotidiana. Non esiste una cura per la disprassia, ma con strategie e supporti adeguati, gli individui affetti possono migliorare significativamente la loro coordinazione e la loro capacità di gestire le attività quotidiane.
È importante sottolineare che la disprassia non influisce sull’intelligenza. Tuttavia, può complicare l’apprendimento in altri modi, come attraverso difficoltà nell’organizzazione o problemi di concentrazione, che sono comuni in questi individui. La comprensione e il supporto possono fare una grande differenza nella vita delle persone con disprassia, permettendo loro di raggiungere il loro pieno potenziale accademico e personale.
Metodi per supportare gli studenti disprassici a scuola
Sapere cos’è la disprassia ti permette di supportare gli studenti disprassici nel contesto scolastico con strategie mirate che tengano conto delle loro esigenze. È fondamentale adottare approcci pedagogici e ambientali che facilitino l’apprendimento e la partecipazione attiva. Di seguito, alcuni metodi efficaci per assistere gli studenti con disprassia a scuola:
- Adattamenti ambientali: modificare la disposizione della classe per ridurre le distrazioni e facilitare l’accesso agli strumenti didattici. Ad esempio, posizionare questi studenti vicino alla lavagna e lontano dalle finestre o dalle porte può aiutare a mantenere la concentrazione;
- Supporto tecnologico: l’uso di dispositivi tecnologici come computer o tablet con software educativo specifico può aiutare gli studenti disprassici a seguire le lezioni e completare i compiti con maggiore autonomia;
- Strategie didattiche personalizzate: insegnanti e support staff possono sviluppare piani didattici personalizzati che includano obiettivi realistici, valutando continuamente i progressi e adattando le attività alle capacità dello studente;
- Tempo aggiuntivo per le attività: fornire agli studenti disprassici più tempo per completare compiti e test può ridurre la pressione e migliorare la qualità del loro lavoro;
- Istruzioni chiare e semplici: usare un linguaggio semplice e diretto, spezzando le istruzioni in passaggi più piccoli e gestibili, può facilitare la comprensione e l’esecuzione dei compiti;
- Formazione degli insegnanti: organizzare sessioni di formazione per gli insegnanti sulle caratteristiche della disprassia e sulle migliori pratiche per supportare gli studenti affetti da questo disturbo;
- Supporto emotivo e sociale: promuovere un ambiente scolastico inclusivo e supportivo, incoraggiando la collaborazione tra studenti e prevenendo situazioni di isolamento o bullismo.
Essere preparato, sapere cos’è la disprassia e implementare questi metodi, non solo migliora l’esperienza scolastica degli studenti disprassici ma contribuisce anche al loro sviluppo complessivo e alla loro autostima.
Formarsi per sapere cos’è la disprassia e supportare gli studenti con BES
La disprassia rappresenta una sfida significativa per molti studenti, ma con le strategie didattiche adeguate e un supporto mirato è possibile migliorare notevolmente la loro esperienza scolastica. È fondamentale che scuola, insegnanti e famiglie collaborino per creare un ambiente inclusivo, capace di valorizzare le potenzialità degli studenti e di rispondere alle loro esigenze specifiche. Ogni intervento orientato all’inclusione e al supporto personalizzato può contribuire in modo significativo al benessere, all’autonomia e alla crescita personale degli studenti con disprassia.
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