Se lavori nel mondo dell’educazione o stai valutando una specializzazione in ambito scolastico e inclusivo, hai sicuramente sentito parlare di tecnico DSA e tecnico BES. Sono due figure professionali sempre più richieste, ma spesso confuse tra loro. Conoscere le differenze tra questi ruoli non è solo una questione terminologica: significa capire su quali studenti si interviene, con quali strumenti e in quale contesto normativo si opera.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento e i Bisogni Educativi Speciali rappresentano due realtà distinte, anche se strettamente collegate. Il tecnico che lavora in questi ambiti deve conoscere a fondo entrambe, per offrire un supporto davvero efficace a studenti, famiglie e istituti scolastici. In questo articolo trovi tutto quello che ti serve per orientarti tra ruoli, competenze e opportunità professionali.
DSA e BES: cosa significano davvero questi termini
Prima di parlare di ruoli professionali, è fondamentale chiarire cosa si intende con questi due acronimi, perché la confusione tra loro è molto comune, anche tra chi lavora già in ambito scolastico.
I DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento riguardano difficoltà circoscritte in alcune abilità di base, come la lettura, la scrittura e il calcolo, in studenti con intelligenza nella norma e in assenza di deficit sensoriali o neurologici gravi. Rientrano in questa categoria la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia. Per essere riconosciuti, i DSA richiedono una diagnosi formale rilasciata da un’équipe specializzata, solitamente di neuropsichiatria infantile.
I BES – Bisogni Educativi Speciali rappresentano invece una categoria molto più ampia. Includono tutti gli studenti che, per ragioni diverse, necessitano di un intervento educativo personalizzato. Questo significa che nei BES rientrano non solo gli alunni con DSA, ma anche quelli con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992, quelli con altri disturbi evolutivi specifici e quelli in situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico o culturale.
Il concetto chiave da tenere a mente è questo: tutti gli studenti con DSA sono automaticamente considerati BES, ma non tutti i BES hanno un DSA. Capire questa distinzione è il punto di partenza per chiunque voglia operare professionalmente in questi ambiti.
Le differenze tra tecnico DSA e tecnico BES
Ora che hai chiaro il significato dei due acronimi, puoi capire meglio perché le figure del tecnico DSA e del tecnico BES abbiano competenze e focus operativi differenti, pur condividendo molti elementi di base.
Il tecnico DSA concentra la propria attività sugli studenti con una diagnosi certificata di disturbo specifico dell’apprendimento. Il suo lavoro si sviluppa attorno alla conoscenza approfondita del profilo funzionale di ciascun disturbo, all’utilizzo di strumenti compensativi digitali e cartacei, e al supporto allo studio autonomo in raccordo con la famiglia e il team docente. È una figura che opera in modo mirato, con riferimento diretto alla normativa specifica in materia di DSA.
Il tecnico BES, invece, ha un campo d’azione più esteso. Deve saper leggere contesti diversi, riconoscere bisogni eterogenei e adattare il proprio intervento a situazioni che vanno dalla disabilità allo svantaggio culturale o linguistico. Richiede una visione più ampia della didattica inclusiva e una maggiore capacità di raccordo con servizi sociali, famiglie e istituzioni scolastiche.
In sintesi, il tecnico DSA lavora in profondità su un’area specifica, mentre il tecnico BES lavora in ampiezza su un ventaglio più vasto di situazioni educative.
Strumenti e piani didattici: PDP e PEI a confronto
Uno degli aspetti più pratici e concreti del lavoro di un tecnico specializzato riguarda la conoscenza e l’utilizzo dei piani didattici personalizzati. Esistono due strumenti principali, con caratteristiche e ambiti di applicazione ben distinti.
Il PDP – Piano Didattico Personalizzato è lo strumento previsto per gli studenti con DSA e per altri alunni BES che non rientrano nella Legge 104/1992. Definisce le misure compensative e dispensative adottate dalla scuola: dall’uso della sintesi vocale alle mappe concettuali, dalla dispensa dalla lettura ad alta voce alla riduzione del carico scritto. Per gli studenti con DSA, la sua redazione è obbligatoria.
Il PEI – Piano Educativo Individualizzato è invece riservato agli studenti con disabilità certificata. È uno strumento più articolato, che coinvolge anche l’insegnante di sostegno e prevede obiettivi educativi che possono differire in modo significativo da quelli della classe.
Un tecnico DSA o BES competente deve saper leggere e interpretare entrambi questi documenti, comprenderne le implicazioni pratiche e collaborare con i docenti per garantire che le indicazioni vengano davvero applicate nel quotidiano scolastico.
Ambiti di intervento e competenze richieste
Chi sceglie di formarsi come tecnico DSA o tecnico BES può operare in contesti molto diversi tra loro. Ecco i principali ambiti in cui queste figure trovano spazio:
- Supporto extrascolastico allo studio: doposcuola specializzati, centri per l’apprendimento e servizi di tutoraggio dedicato a studenti con DSA e altri BES.
- Collaborazione con istituti scolastici: partecipazione a progetti di inclusione, potenziamento e prevenzione della dispersione scolastica.
- Consulenza a famiglie e docenti: supporto nell’uso corretto degli strumenti compensativi e nelle strategie di studio più efficaci.
- Raccordo con servizi territoriali: coordinamento con assistenti sociali ed équipe multidisciplinari per gli studenti con BES legati a situazioni di svantaggio.
Dal punto di vista delle competenze, entrambe le figure devono possedere una solida base normativa, capacità relazionali sviluppate e una buona conoscenza degli strumenti digitali per la didattica inclusiva. La differenza sta nella profondità di specializzazione: più tecnica e mirata per il tecnico DSA, più trasversale e contestuale per il tecnico BES.
Formazione e sbocchi professionali nel settore inclusivo
Il settore dell’inclusione scolastica è in continua crescita e la domanda di figure specializzate non accenna a diminuire. Scuole, centri privati, cooperative sociali e associazioni cercano sempre più professionisti preparati, capaci di affiancare studenti con bisogni educativi speciali in modo competente e strutturato.
Formarsi come tecnico DSA o tecnico BES significa investire in una carriera concreta, con sbocchi reali sia nel pubblico che nel privato. Non si tratta solo di acquisire nozioni teoriche, ma di sviluppare competenze operative spendibili fin da subito: dalla gestione del PDP alla scelta degli strumenti compensativi, dalla comunicazione con le famiglie alla progettazione di percorsi didattici personalizzati.
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Tecnico DSA e BES: scegli la formazione giusta per fare la differenza
Distinguere il ruolo del tecnico DSA da quello del tecnico BES non è un esercizio teorico: è il primo passo per operare in modo davvero efficace accanto agli studenti che hanno bisogno di un supporto qualificato. Conoscere la normativa, saper utilizzare gli strumenti didattici corretti e collaborare con famiglie e scuole sono competenze che fanno la differenza, ogni giorno, nella vita di chi studia con difficoltà.
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